Patrizia Speroni
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Claudio Baglioni dirottatore del Festival


Durante la conferenza di presentazione della 69° edizione del Festival di Sanremo, un appellativo per Claudio Baglioni è stato ripetuto più volte: “dirottatore”. Legittimo chiedersi in che senso.

Anche quest’anno Baglioni ha le idee chiare: dirottare il Festival. Destinazione giovani. Si amplia l’offerta musicale, nella diversità dei generi e ci si pone l’obiettivo di portare a Rai Uno un pubblico giovane che, normalmente, fruisce molto poco della televisione, preferendole supporti differenti e che certo, anche per una questione anagrafica, non è interessato ai programmi della rete ammiraglia.

Baglioni glissa con grande eleganza ogni tipo di polemica, ma è dichiaratamente in prima linea. Come direttore artistico si sente responsabile per tutto ciò che accade. Vuole salvaguardare il lavoro di squadra e si offre di essere parafulmine per disperdere qualsiasi critica possa piovere su qualsiasi persona lavori per la manifestazione.

Baglioni è arrivato a questo Festival dopo lunga riflessione e spostando progetti già in corso, come il tour e la realizzazione di un nuovo album che, per ora, è fermo:

Se già l’anno scorso ci sono state salite per costruire il Festival, quest’anno le salite sono più faticose. Baglioni affronta questo suo secondo Sanremo, ponendosi come servitore della manifestazione canora:

L’anno scorso sembrava impensabile pensare ad un Festival senza eliminazioni, ma alla fine nessuno se ne è accorto. Questo ha contribuito a creare un clima più sereno e a costruire una visione meno elitaria dell’evento:

Un altro obiettivo che Baglioni si è posto è quello di avvicinare i più recalcitranti perché possano esprimere la loro arte. Non ci saranno cover perché, in una impostazione come quella data al Festival di quest’anno, non avrebbero avuto alcun senso:

Un’altra particolarità di questo Festival è che le canzoni avranno una durata maggiore rispetto alle cosiddette “radio edit”. Baglioni è profondamente convinto che questo debba essere un Festival popolar-nazionale, perché molti cantanti italiani sono, di fatto, famosi a livello internazionale:

Baglioni cita qualche esempio di artista italiano che ha raggiunto la notorietà internazionale e, per quanto riguarda la tipologia delle canzoni in gara, le considera come una fotografia reale della musica corrente:

Baglioni desidera che questo sia il Festival dell’armonia nella più ampia accezione del significato: comprimere i contrasti per arrivare sempre ad un’intesa:

Il palco è stato ampliato, cercando di ricavare il maggiore spazio possibile. L’orchestra è stata collocata in una sorta di golfo, retrostante il proscenio. Il dato spettacolare sarà quello dell’illuminotecnica, con una tecnologia mai vista:

Parla Duccio Forzano, regista della trasmissione, per spiegare tecnicamente le novità tecnologiche di quest’anno. Verrà usato un software Madrix per la gestione dell’illuminotecnica, quello usato solitamente in manifestazioni internazionali come l’Eurovision Song Contest:

Claudio Baglioni si sente a posto con la propria coscienza. Scegliendo alcune canzoni ed escludendone altre, ha cercato di fornire una fotografia reale della musica corrente:

L’esclusione di alcune canzoni dalla gara ha suscitato non poche polemiche. Claudio Baglioni scherza sui nuovi nemici che si è fatto:

Desiderando un Festival ricco di armonia, Claudio Baglioni ironizza anche sulle polemiche suscitate dalle sue dichiarazioni pre Festival:


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patrizia.speroni@aruba.it

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